ELLAONE: la pillola rosa che uccide

Pubblicato il 9 marzo 2010

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Avevo già scritto di questa pillola, Ma era una notizia breve. Dato Che sta per Essere commercializzato in Italia, mi sembra giusto Avere qualche informazione nel più. Per questo vi propongo un bell’articolo trovato sul Sussidiario.net.

J’Accuse: SEMBRA UNA PILLOLA, INVECE E’ UN ABORTO. Arriva la sorellina della Ru486
di Gianfranco Amato (8 marzo 2010)

Sta per irrompere sul mercato italiano EllaOne la pillola dei cinque giorni dopo. Spacciata per anticoncezionale d’emergenza, EllaOne sarà un nuovo rimedio per impedire una gravidanza indesiderata entro 120 ore da un rapporto sessuale potenzialmente fertile. Vediamo di cosa si tratta esattamente. Questa pillola contiene una molecola che si chiama ulipristal acetato, antiprogestinico un di seconda generazione. Per i profani è sufficiente sapere che quel composto sintetico si lega ai recettori del progesterone (ormone prodotto dalle ovaie) esattamente come la pillola abortiva RU486. L’azione del progesterone è fondamentale per l’iniziale sviluppo della gravidanza poichè prepara l’utero ad accogliere l’embrione ed EllaOne, legandosi appunto ai recettori di quell’ormone ne inibisce l’azione. Poiché, quindi, contrasta l’annidamento dell’embrione, quella pillola svolge in realtà un’azione intercettiva-abortiva. E non contraccettiva. Non è un caso, infatti, che i primi studi sulla EllaOne siano stati realizzati proprio confrontando la sua azione con quella della RU486.

E ‘interessante analizzare anche la differenza tra EllaOne e la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, ovvero la contraccezione di una base di levonorgestrel. Il più rilevante tratto distintivo si riferisce al periodo di assunzione dei due prodotti. Mentre, infatti, il levonorgestrel deve essere assunto entro 72 ore, la posologia di EllaOne prevede un arco temporale maggiore, ovvero un’assunzione entro le 120 ore (5 giorni). Peccato, però, che nella fisiologia della riproduzione, l’embrione a cinque giorni dal concepimento sia già in utero per annidarsi. Appare più interessante la correlazione tra EllaOne e la RU486. Entrambe le molecole, infatti, appartengono al gruppo degli antiprogestinici, i quali svolgono la loro azione inibitoria dell’annidamento dell’embrione. La farmacodinamica dell’ulipristal acetato è, peraltro, pressochè identica a quella del mifepristone (Ru486). Complicare parole per dire che si sta spacciando per contraccettivo un prodotto che, invece, ha effetti abortivi. Tutto regolare? Non direi proprio. La Direttiva Europea 2005/29/CE dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno, prevede una severa disciplina in materia. E l’Italia è stato il primo Paese dell’Unione a recepire integralmente quella direttiva, Attraverso il Decreto Legislativo 2 agosto 2007, n. 146, il cui art.21, primo comma lett,. a) eb), prevede espressamente che debba considerarsi una pratica commerciale ingannevole non solo quando contiene «informazioni» false «ma pure quando in modo qualsiasi, anche nella sua presentazione complessiva, inganni o possa ingannare il consumatore medio», e ciò «anche se l’informazione è di fatto corretta ». L’inganno deve riguardare «l’esistenza o la natura del prodotto», ovvero «le caratteristiche principali del prodotto», quali, tra l’altro, «la composizione», «l’idoneità allo scopo» ed i «risultati si possono attendere dal suo uso ». EllaOne, come si è visto, agisce impedendo il proseguimento dello sviluppo dell’embrione, giacche rende impossibile il suo annidamento nella parete uterina. Non si tratta, dunque, di un effetto contraccettivo bensi di un meccanismo prevalentemente abortivo qual è quello antinidatorio, che si estrinseca dopo l’avvenuta fecondazione, quando è già iniziato il processo di sviluppo di una nuova vita umana. Sul punto, lo stesso Prof. Baulieu – padre della pillola abortiva RU486, e quindi insospettabile sotto il profilo bioetico – ha affermato che «l’interruzione della gravidanza dopo la fecondazione può essere considerata alla stregua di un aborto» (Il Punto sulla RU486, in «JAMA ed. Italiana», 1990, 2,12).

Anche la logica, del resto, vuole la sua parte. Dal punto di vista etimologico il termine “contraccezione” deriva dall’inglese contra-concepimento e sta ad indicare l’attività volta ad impedire la concezione, la fecondazione. Ora come può pretendere EllaOne, logicamente, di impedire qualcosa che in realtà è già avvenuto, ovvero la fecondazione? Dopo il concepimento, in realtà, non si è più nell’ambito della contraccezione ma in contragestazione quello, cioè dell’attività che contrasta la gestazione. Impedire l’annidamento significa impedire lo sviluppo di una vita già iniziata. Sempre in tema di logica, è interessante notare che il punto 4.1 delle Istruzioni per l’uso di EllaOne, relativo alle «Indicazioni terapeutiche», includa tra i casi in cui assumere la pillola anche la «conception failure», il fallimento contraccettivo, ovvero l’ipotesi di mancato funzionamento di un contraccettivo. Si può quindi logicamente immaginare che il rimedio al fallimento di un contraccettivo possa essere un altro contraccettivo? Al “fallimento contraccettivo” non può che seguire un’azione contragestatoria, ovvero abortiva.

Ora, da quanto fin qui evidenziato, risulta evidente che presentare EllaOne come un contraccettivo d’emergenza anzichè un prodotto abortivo, rappresenti una grave manipolazione semantica, da integrare una vera e propria pratica commerciale ingannevole, in palese violazione dell’art. 6, lett primo comma,. a) eb) della Direttiva 2005/29/CE, e dell’art .21, primo comma, lett. a) eb) del Decreto Legislativo 2 agosto 2007 n.146, sulla quale violazione, peraltro, dovrebbe intervenire l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato. Né si può tacere sulla natura e sull’oggetto dell’inganno. La posta in gioco, in realtà, assume rilievi non indifferenti di natura morale, etica, filosofica, culturale. Usare un contraccettivo non abortire è venuto. Per questo l’informazione deve essere chiara e obiettiva, affinchè una donna possa acquisire la piena consapevolezza della sua scelta e sappia che qualora opti per l’uso della pillola EllaOne non sta evitando un aborto. Lo sta praticando.

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