DIO CONTRO IL MULTIVERSO: Amanda Gefter eD IO

Posted on 10 novembre 2010

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No, non è l’ultimo film di fantascienza che sta per invadere le sale cinematografiche, ma un articolo apparso su Internazionale nel dicembre 2008 e riapparso oggi mentre cercavo di dare un senso al mio archivio. Dopo che lo avrete letto, troverete una mia lettera all’autrice, Amanda Gefter. Dopo la mia lettera, c’è tutto lo spazio possibile per i vostri commenti. (Lo sapevate che conoscere quello che pensano i suoi lettori è uno dei sogni più selvaggi di un blogger?)


DIO CONTRO IL MULTIVERSO
di Amanda Gefter, New Scientist, Gran Bretagna

In cosa siete pronti a credere, in Dio o nel multiverso? Sembra un accostamento azzardato, ma ormai ci viene detto sempre più spesso che dobbiamo scegliere. E’ successo anche all’inizio del 2008 in un incontro tra il biologo Richard Dawkins e il fisico Steven Weinberg che si è tenuto ad Austin, in Texas. Parlando del fatto che l’universo sembra essere in sintonia con la nostra esistenza, Weinberg ha detto: “Se si scoprisse una sintonia realmente perfetta, secondo me, le spiegazioni potrebbero essere solo due: un creatore benevolente o un multiverso”. Weinberg ha poi spiegato che appellarsi a un creatore non è una vera spiegazione, ma quello che mi ha incuriosito è il suo aut aut. Abbiamo davvero solo due opzioni? Un creatore sovrannaturale o degli universi paralleli? Pare di sì, almeno secondo un articolo pubblicato questo dicembre sulla rivista Discover: “Scartando l’ipotesi di un creatore benevolente, molti fisici vedono solo una spiegazione possibile”, scrive il giornalista Tim Folger. “Il nostro universo è solo uno dei molti universi che formano un vastissimo multiverso”. Folger cita il cosmologo Bernard Carr: “Se non crediamo in Dio, non resta che credere in un multiverso”. Ci sono molte ragioni per prendere sul serio quest’idea. Tre teorie chiave – la meccanica quantistica, l’inflazione cosmica e la teoria delle stringhe – vanno tutte in questa direzione. I fisici parlano del multiverso come di un’alternativa a Dio perché questa teoria aiuta a spiegare come mai l’universo è così “biofriendly”, cioè il fatto che abbia condizioni favorevoli alla vita. Dalla forza di gravità alla massa di un protone, è come se fosse stato progettato apposta per noi. Se, però, ci fosse un numero infinito di universi – con costanti fisiche che variano dall’uno all’altro – il nostro angolino accogliente sarebbe inevitabile. Eppure, suggerire che, se questa teoria non regge, la nostra unica alternativa è il sovrannaturale equivale a rinunciare alla scienza. Non è solo un salto logico infondato, ma è come dire che il disegno intelligente propone una spiegazione altrettanto valida della teoria cosmologica. E che i creazionisti hanno ragione a sostenere che il multiverso sia stato inventato apposta dalla scienza per sbarazzarsi di Dio. Non è un caso che l’articolo di Folger sia stato subito segnalato sui siti dei creazionisti, compresi Access research network, culla del disegno intelligente, e Uncommon descent, il blog di William Dembski del Discovery institute di Seattle. A complicare le cose, i fisici stanno chiamando in causa anche la morale. In un recente programma televisivo sul multiverso trasmesso da History Channel, il fisico Michio Kaku ha chiesto: “Perché dovrei rispettare la legge sapendo che se commetto un reato in un altro universo la farò franca?”. La comunità del disegno intelligente ha già tentato di tracciare una linea che unisce Darwin all’Olocausto per dipingere chi è razionale come un servo di Satana. I fisici suggeriscono davvero che il multi verso ci autorizza a perpetrare il male? È un’idea assurda, che i filosofi morali hanno già liquidato.

Contrapporre il multiverso alla religione fa emergere una falsa dicotomia. La scienza non si riduce mai a una scelta tra due alternative. E’ sempre possibile che siano entrambe sbagliate e che, invece, sia una terza a risultare corretta, o una quarta o una quinta opzione. Quale potrebbe essere una terza spiegazione? Il fisico John Wheeler ha avanzato un’ipotesi: forse dovremmo pensare alla perfezione cosmica non come a un problema, ma come a un indizio. Potrebbe essere la prova che, in qualche modo, con il semplice atto di osservare dotiamo l’universo di alcune caratteristiche. E’ un’idea a cui pensa anche Stephen Hawking, che difende quella che chiama la cosmologia topdown (discendente) in cui l’osservatore crea l’universo e la sua storia nel momento in cui l’osserva. Se siamo noi a creare l’universo, non stupisce che ci sembri così adatto a noi. E’ solo una speculazione, ma almeno è scienza.


Amanda Gefter, perché mi hai fatto questo?
Io so che la Scienza va scritta con la maiuscola ed è il criterio e la fonte della verità, l’idolo puro e incontestabile, la gioia delle nostre sinapsi. Rifugge ogni dubbio, guarda l’atomo direttamente negli elettroni ed esprime il suo Verbo nell’angelica lingua della matematica.. È scientifico: allora funziona. È scienza: allora è vero.
E invece no, tu concludi il tuo articolo sostenendo che tra due opzioni razionalmente possibili, meglio una terza che si basa si basa solo sulla speculazione, horribile verbum che credevo oramai definitivamente sepolto in qualche polveroso libro di filosofia medievale.

Amanda Gefter, perché mi hai fatto questo? Io non so se Dio/multiverso sia veramente l’unico bivio percorribile per cercare di dare una spiegazione a questo nostro mondo. Ammetto di avere un’istintiva preferenza per Dio rispetto a un multiverso  che nella mia mente è inevitabilmente collegato a omini verdi, grafici bizzarri e all’immagine di Einstein che fa la linguaccia, ma questo è un mio limite personale che cerco di superare dimostrandoti tutta la mia buona volontà: da ora in poi Multiverso in maiuscolo come Dio, ecco, tutti e due sullo stesso piano.

Ma tu, Amanda Gefter, non apprezzeresti. Perché per te l’ipotesi del Multiverso e quella di Dio non sono equivalenti. Ma, vedi, è proprio la logica dietro al tuo articolo che mi sfugge. Perché no? O meglio, perché dire di no a priori? Il rifiuto senza buone ragioni razionalmente espresse non è la classica definizione di pregiudizio/chiusura mentale/ideologia/oscurantismo? E la Scienza non è il contrario di tutto questo?

Amanda Gefter, perché leggendo il tuo articolo non vedo scienza ma solo pregiudizi isterici? Perché cadi così facilmente nell’urlo? Ma soprattutto: perché l’idea di Dio ti rende così nervosa, o Amanda Gefter? Parliamone, ma dammi almeno questa soddisfazione: facciamolo in modo scientifico.

Ho tolto la moderazione ai commenti: scatenatevi..

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